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Molte persone si svegliano al mattino già stanche, non hanno forze sufficienti per affrontare la giornata e non vedono l’ora di riposarsi di nuovo.
Stiamo parlando della sindrome della stanchezza cronica, una vera e propria malattia da non sottovalutare.
La sindrome da fatica cronica è presente in tutte le nazioni, basti pensare che il 12 Maggio di ogni anno è stata istituita la Giornata Mondiale dedicata a questa condizione estremamente debilitante.
Questa patologia è finalmente riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), assegnandole un codice all’interno della decima edizione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-10).
Nella nuova definizione un caso di Sindrome da stanchezza cronica è definito dalla presenza delle seguenti condizioni: una fatica cronica persistente per almeno sei mesi che non è alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali e inoltre devono essere presenti quattro o più dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi:
  • disturbi della memoria e della concentrazione così severi da ridurre sostanzialmente i livelli precedenti delle attività occupazionali e personali;
  • faringite;
  • dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari;
  • dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse;
  • cefalea di un tipo diverso da quella eventualmente presente in passato;
  • un sonno non ristoratore;
  • debolezza post esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore.

La causa di della sindrome della fatica cronica rimane sconosciuta, ma si presume un origine multifattoriale.

Le varie ipotesi finora formulate hanno preso in considerazione: infezioni di tipo virali, difetti del sistema immunitario, squilibri ormonali e/o problemi di natura psicologica.
Diverse persone con la sindrome della stanchezza cronica, infatti, hanno vissuto in passato, periodi di un importante stress o un forte trauma emotivo.

La diagnosi viene fatta per esclusione di altre malattie e purtroppo la medicina tradizionale per ora non vi propone alcun farmaco in grado di guarire definitivamente questa malattia.

Un reale aiuto può venire dall’Ozonoterapia

L’ozono è un gas instabile che, una volta miscelato all’ossigeno, ha una potenziale attività benefica come trattamento coadiuvante di ampio spettro.

L’ozono ha proprietà antalgiche, anti infettive e immunostimolanti, oltre a incrementare la resistenza allo sforzo con un aumento dell’ossigenazione dei tessuti e dell’energia.
Dopo le prime 4-5 sedute di Ozonoterapia i pazienti in genere iniziano ad avvertire molta più energia e vitalità, più lucidità mentale, importante miglioramento della memoria, un sonno più profondo e ristoratore e più voglia di fare, nonché una drastica riduzione dei dolori generalizzati.
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